Londres para siempre – 6

magic london

Otro amigo de Franco llegó un día, junto con su novia, desde  la maravillosa tierra de Liguria. Se llamaba Massimo y era un hombre de  buen espíritu, un alma buscando, como era yo. Pues, mas o menos, porque de verdad, cada uno de nosotros, tiene su propria busqueda y todas son diferentes, sino que de pronto llegan desde una matriz comun.

Él manejaba  algunos libros de Carlos Castaneda. Eran tres libros.
Caí en amor con los tres libros. Se hablaba en ellos  de la iniciación de un joven intelectual occidental por un brujo  indio, en algún lugar de las montañas de la Sierra Madre de México.
Estos Indios se llamaban  “La gente caminando con los dioses” porque así se sienten a través de la ingesta de un champinon verde, llamado peyote, que contiene una gran cantidad de mescalina, un alucinógeno poderoso.
Pasamos mucho tiempo, hablando de estos libros y planeamos  irnos a Mexico juntos. Él también me habló sobre un libro que conocía muy bien: las puertas de la percepción de Aldous Axley. Pero me dijo que nunca quiso tomar LSD, una sustancia química, y como tal, él no confíava  en élla, puesto que solo le gustaban las cosas naturales. Él quería ir a la tierra desértica del centro de México, donde los hongos crecieban. Puede ser que sea gracias a Massimo si nunca quise probar LSD u otras cosas químicas que en aquellos tiempos s’encuentraban con facilidad en Londres.
Cuando llegó la primavera decidí buscar otro trabajo.

Estuve agradecido a la fábrica de la pizza porque me diò  la oportunidad de comenzar una nueva vida en Londres,  pero ahora necesitaba cambiar trabajo.

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Londres para siempre – 5

sospirusu in s'universu

En ese momento que  estuve viviendo  do  yo me sentia como  a  una piedra en un río. Mi vida pasava rodando mientras el agua fluía hacia abajo. Y si el río estaba seco, yo me quedava quieto, esperando a que lloviera.

Ser criado en una gran familia me había enseñado, al menos, a sobrevivir tratando de ser invisible y escapar o luchar en el momento correcto.

Me hice amigo cercano de Erminio y todos sus amigos también se hicieron mis amigos.

Franco tenía una novia maravillosa, mitad italiana y mitad francesa. Tenían un lindo departamento en West Hampstead (o podría haber estado en Finchley Road), donde a menudo nos invitaban a cenar. Tuvimos una conversación ingeniosa, mientras cenábamos.

Pero principalmente pasamos las tardes fumando y escuchando música. Mi pensamiento volaba en el aire siguiendo los sonidos de las guitarras de las canciones de blues o girando alegremente alrededor de los riffs de rock de dedos rapidos. Pronto volaba sobre el mundo y pensaba que había espacios para que mi alma fuera descubierta o detectada, en algún lugar del mundo.

Luego me abandonaría a las corrientes del viento como un ave arropada por las alas, esperando aplaudir en una tierra eterna donde mi alma podría quedarse  para siempre.

¡Debe haber tal tierra en alguna parte! ¡Soñé con eso,  día tras día, noche tras noche! No soñé con el dinero o la riqueza, supuesto que   tenía suficiente para vivir. Fui espíritu más que carne en aquellos días. Tenía un vacío que  llenar, pero no sabía cómo llenarlo.

Había mucha gente yendo y viniendo en ese lugar, en cualquier momento. Aunque Franco y su novia podrían considerarse convencionales, incluso podian definirse una pareja burguesa, estaban muy abiertos de mente y siempre listos para agregar un plato a su mesa o abrir una cama en la habitación de invitados para cualquiera que pudiera entrar en su casa.

Una vez Marco vino con una chica. Una linda, llamada Susanna o Simona, no me puedo recordar por seguro ahora. Se suponía que era su novia, porque decían que iban a casarse. Sin embargo, después de cenar, ella queriò bailar para nosotros; una danza sensual, tan sensual que luego se quitó hasta la última de sus ropas, luciendo tan maravillosa como su madre la habìa hecha. Me gustò mucho su baile, por supuesto, pero yo sabía que ella era la novia de Marco y, de todos modos, habria  siempre pensado que hacer sexo era una cuestión de amor y afecto, no solo una contingencia carnal. También había un amigo de Franco (llamado como Rocco, o algún nombre similar) mirando ese tipo de baile de Salomé. No lo vio como yo y, por lo tanto, hizo algunos avances groseros con la novia de Marco, suponiendo que estaba buscando o provocando algo. Él malentendió totalmente ese comportamiento extraño. Él nunca volvió a aparecer en la casa, después de eso.

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Quale Teatro?

 

 

 

SANDALI NELLA POLVERE

Teatrocronaca in venti scene da Gerusalemme e dintorni di

Ignazio S. Basile

PROLOGO

  L’azione si svolge nel palcoscenico di un anonimo teatro, in una cittadina della provincia italiana nella seconda metà del sec. XX, ove si sta allestendo lo spettacolo “Sandali nella polvere”, teatrocronaca in ventidue scene da Gerusalemme e dintorni. Lo spettacolo è incentrato sulle vicende terrene di Gesù Cristo, rivissute attraverso le testimonianze dei suoi dodici discepoli, affiancati dai due evangelisti Marco e Luca e da alcuni personaggi tratti dal vangelo di San Giovanni, che come dei cronisti solitari, riferiranno al pubblico, in una forma   poetica, rimata ed asciutta,  ciò che hanno visto del Maestro, senza interagire tra loro, se non specificamente richiesti di farlo  dal regista. Quest’ultimo, alla ricerca di nuove forme drammaturgiche,  ha montato il dramma con la tecnica retrocronica ( o del flashback) per cui ha deciso che l’opera debba iniziare con la morte di Gesù e che si snodi quindi, con le testimonianze dei vari personaggi, attraverso il tradimento, la predicazione, i miracoli ed altri episodi della sua vita pubblica e privata, fino alla conclusione che sarà contrassegnata dall’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria, deludendo  in tal modo le aspettative di chi crede solo nel teatro di tradizione ed in particolare dell’attore che interpreta il  personaggio di San Luca. Ma per  un disguido della produzione alcuni personaggi del   dramma si ritrovano sul palcoscenico convinti di svolgere una normale prova autogestita, senza essere stati avvisati  che invece, per un cambiamento nella programmazione,  in quel giorno deve  aver luogo una  prova generale alla presenza del  pubblico pagante e dei critici. La mancata  informazione sullo svolgimento della prova generale causerà così  una serie di equivoci e di errori che porteranno gli attori ad interagire ed a colloquiare tra loro, trasformando la commedia, anche grazie alla loro bravura ed alla loro prontezza di improvvisazione, in uno spettacolo comunque divertente e brillante.   L’azione si apre  con il personaggio di San Luca che, nel buio totale,  accenderà una candela. Egli, convinto di essere solo sul palcoscenico, sfoga la sua amarezza contro il regista,  di cui si considera vittima e dopo, notando il pubblico in sala, ne approfitta per criticare tutta la  direzione dell’opera drammaturgia di cui  è interprete.  La scenografia è essenziale.

 

 

Luca (accendendo una candela che tiene in mano, parlando tra sè )

  • Oooooh!!!Finalmente ce l’ho fatta, a ritrovarmi sul palcoscenico da solo!!! E’ bastato arrivare un po’ più tardi del solito alle prove ed eccomi qua, nella pace!!! Ora posso riempire il silenzio coi miei pensieri ed immaginare l’azione teatrale come vorrei che fosse; ma cosa dico? Come essa deve essere,  nell’unica forma possibile e immaginabile! Il teatro è il teatro, che altro sennò?!? Io mi domando e dico: come si può soltanto pensare di cambiare le forme di drammaturgia che da sempre hanno fatto ridere e piangere, amare e odiare, appassionare e disilludere gli spettatori da che mondo è mondo? Hum! Come se duemila e cinquecento  anni di teatro, dai tragediografi greci sino a Pirandello,   fossero passati inutilmente! Hum!!!!  (con  tono di voce più duro ) Ma un giorno o l’altro gliele canterò come si conviene a questo   regista dei miei stivali con la sua smania di  monologhi e sperimentalismo a teatro, adesso! Come se non bastassero tutti gli –ismi di questo infausto millenovecento non ancora trascorso: (elencando in tono pedante, mentre darà mostra di cercare qualcosa)  dadaismo, futurismo, ermetismo; per non parlare di altri –ismi nel campo della politica…Ssssè………. Il teatro, che rappresenta l’azione per antonomasia, ridotto ad una sequela quasi ininterrotta di monologhi che si susseguono in nome dello sperimentalismo di Monsieur Quiensau!!! Oh, ma a me non lo  danno di certo a bere questo bibitismo artistico! Hehehè!!!Ci mancherebbe altro: dopo venticinque di onorata carriera sul palcoscenico! (andando verso il sipario, dopo aver girovagato per il palcoscenico, senza mai guardare direttamente verso  il pubblico)  Ma dove avranno ficcato quel  tavolino con quella bugia? Finirò con lo scottarmi seriamente se tracima questa cera fusa!!!! ( Si accosterà in direzione del proscenio e, seminascosto dalle prime quinte, scorgerà finalmente un tavolino tondo con una bugia) Ah, eccolo qua! (in tono ironico)Trasferito d’ufficio, dalle ultime alle prime quinte!  (Vi sistemerà il suo mozzicone di candela. Posizionando il tavolino verso il centro della scena si accorgerà    del pubblico). Ehi! Ma che diamine??!?? Qui c’è della gente!!! (ritirandosi istintivamente all’interno del  raggio di visuale della candela, ancora  tra sè) Ma, santi numi! C’è il teatro strapieno! Ma che strano! Eppure io sono  certo, che per oggi erano fissate le ultime prove autogestite, come le chiama lui!! Dev’essere stata anticipata la prova generale! Avrebbero potuto anche avvisarmi per tempo, però! I soliti pasticci dell’organizzazione…..Eh già…. Anche il rigore degli orari si è perso con questo pazzo  modernismo! O tempora, o mores!!!!! E va bene! Tanto peggio, tanto meglio! (con un moto improvviso muoverà alcuni passi avanti, superando lo stupore e rivolgendosi al pubblico) Signore e signori…..buonasera!   La vostra presenza qui, è frutto di …un errore…oh no la mia presenza, è frutto di un errore……  (rinunciando a spiegare) Beh, sentite è un po’ troppo lungo da spiegare, ma visto che voi ed io siamo qui,  vorrei almeno  spiegarvi il dramma come lo vedo io, e poi giudicherete voi chi abbia ragione, a proposito di una certa diatriba…… Mmmmmm…. Innanzitutto la storia: si narra di una Madre e, soprattutto,  di suo Figlio; oh, non vorrei anticiparvi troppo, sennò vi rovino lo spettacolo. (pausa)  Però una domanda ve la devo per forza fare: secondo voi, trattandosi di una madre e di un figlio, l’azione dovrebbe ben cominciare con l’ Annunciazione o, quantomeno, con la  Nascita di questo figlio? Ebbene? (pausa retorica ) E invece no! Lui (indicherà con il pollice della mano destra dietro le quinte), lui, dicevo, dice di no! Bisogna iniziare con la sua morte, proseguire poi, via, via, con la risurrezione, con  il tradimento di uno dei suoi migliori amici e poi, a ritroso, narrare  i suoi prodigi, i suoi amici, la sua infanzia, la sua nascita e, finalmente,  l’Annunciazione. E naturalmente io, che interpreto San Luca, il sommo autore dell’Annunciazione, anzicchè apparire per primo sulla scena, apparirò per ultimo. (pausa; in tono sempre più stizzito )  Come se gli uomini, tutto ad un tratto, si mettessero a camminare a testa in giù! O i figli pretendessero di consigliare i genitori!   O magari, che so io, la gallina fosse nata prima dell’uovo! E non è tutto! Non è tutto. Vada per l’annunciazione alla fine, relegata in fondo alla recita. Ma almeno, mi si consenta, rappresentiamola come Dio comanda! (Con gesti appropriati) Un bell’Angelo scende giù dall’alto e annuncia, con voce soave, alla Vergine ignara ed assorta, la nascita del Messìa! No! Neanche questo va bene. Che cosa escogita, lui (gesto  e tono c.s.): sarà lo stesso  San Luca  a svolgere l’azione, senza interagire né con l’angelo né col diavolo che se lo porti, dannato regista del cavolo!
  • (Si sentirà una voce dal retro che chiama, nervosamente contenuta)
  • Voce : “ Chi è là? Il regista sta  cercando  come un disperato tutti gli attori! Rispondetemi! La prova generale sta per iniziare! Non avete udito il primo squillo? ”
  • Luca: (accingendosi a squagliarsela) Gesù! Mi sembra la voce di quel micragnoso di Marco! (rivolto al pubblico) Non traditemi, per carità! Voi mon mi avete visto! A dopo.

SCENA SECONDA

        (Marco)

Marco (Accostandosi alla candela ancora accesa)

  • Ma qui c’è una candela accesa! Poco prima dell’ingresso in scena? (in tono seccato) Chissà chi sarà stato? Ma guarda un po’ se l’amministrazione doveva dimenticare di avvisare alcuni attori che stasera sarebbe andata  in scena una prova generale alla presenza di pubblico pagante e dei critici! Ce ne vuole di……  (Ricordandosi del pubblico) Oh mamma! Il pubblico sta aspettando in sala! Il  regista è nero dalla rabbia!   (Al Pubblico) Ehm… salve! Scusate, avete per caso visto, qua in giro,  un certo San Luca; oh si fa per dire!  San Luca  è soltanto il suo nome di scena! Si tratta di  un attoruncolo semi-dilettante, legato agli schemi teatrali classici più di un bambino ai suoi giochi…..Pensate che costui    pretendeva che il regista rappresentasse   la scena dell’incontro di Maria con sua cugina Elisabetta, possibilmente, sentite questa, con l’asino che servì alla Vergine per raggiungere la cugina, qui, sul palcoscenico, in carne ed ossa. Sapete cosa gli ha detto il nostro regista! (imitando una voce dolce, non astiosa, paterna)Il problema è che non saprei dove trovare altre due attrici per fare le cugine; infatti l’asino potresti interpretarlo benissimo anche tu!” Che risate! Mi sto ancora tenendo la pancia! (pausa) Scusate ancora, ma non vorrei darvi un’impressione sbagliata né di questa opera, né del suo regista. A scanso di equivoci,  vi dirò che il regista è una persona splendida. Ciò che vedrete è frutto di una scelta che     tutti, o meglio, quasi (pausa) tutti, abbiamo fatto insieme al   regista sulla necessità di mutare i canoni della rappresentazione sacra.   D’altro canto chi firma il lavoro è il regista ed è giusto che sia lui a decidere. Non vi pare? (guarderà l’orologio) Mamma, che tardi! Adesso devo proprio andare! (fa per avviarsi) Ah, se  vedete

 

qualche anima in pena aggirarsi attorno al palcoscenico, speditela subito dal regista, sennò addio recita! A proposito: io interpreto San Marco………. (Si udranno tre squilli di campanello sonori e prolungati) Oh Dio! I tre squilli! Lo spettacolo sta per iniziare! Adesso vado sul serio! Buon divertimento a voi e in bocca al lupo per noi! (saluta e si avvia portandosi via la candela accesa)

Sevuoi leggere il seguito vai al link sottostante:

 

Cantos de los abuelos – 4

eleonora de sardigna

Cerdeña Tierra de libertad

Te he deseado , Cerdeña,

en cada país extranjero

he deseado el olor

de tu tierra

y tu naturaleza

en  la floración de verano y en la fiesta del canto

de tu mágico país

Me soy  imaginado

perdido en el mar verde

empedrado bajo el sol

acariciado por el viento,

encantado de tu  vivir!

Cerdeña, he soñado que

Tu eras tierra de mi libertad;

He soñado, gente orgullosa de Cerdeña,

rescatando  la antigua tierra de

de nuestros abuelos

del secular dominio extranjero

en su país por fin!

Maestro de la historia,

de su destino

a quien una vez

había dado a través de la gracia de Dios

de nuevo regresarà!

Sardinia 1981

Londres para siempre – 4

london travelling

– “¿Quieres participar del regalo por  Erminio para su próximo cumpleaños?”, Me preguntó a la hora del almuerzo.

– “Sí, por supuesto, claro que sì!” – Respondí asintiendo. En mi timidez, estaba feliz de que alguien me estuviera hablando.

-” ¡Muy complacido!” – agregó. “Te dejaré saber tu parte. Le vamos a pedir a Natale una cantidad pequeña de hachís o un poco de hierba verde. Le gusta fumar cosas buenas y Natale es un buen pucher” – añadió, ya manejando para su almuerzo .

 

– “¿Quieres una pizza para ti?” – preguntó después de un rato.

– “Sí, gracias, es muy amable de tu parte”

Fue muy hábil en el manejo tambien.

Después de unos días, cuando se suponía que sería el aniversario de Erminio, le pregunté a Marco cuánto dinero tenía que dar para el presente común. Me sonrió y me dijo que Natale no quería dinero para una buena pieza de paquistaní negro que le había presentado a Erminio.

– “¿Por qué no te vienes esta noche? Tenemos una fiesta en mi lugar, para Erminio,” ¿sabes? ”

 

Él me dio la dirección y decidí irme. Aunque no estaba interesado en fumar (de hecho, nunca había fumado otra cosa que cigarrillos) decidí ir a la fiesta.

Cuando llegué, parecía que la fiesta ya estaba en su cima. Una tia me  abrió la puerta y yo solo dije “Erminio”, o algunas palabras con eso. Ella me dejó entrar con una sonrisa y me dijo que la siguiera. Entré en una habitación grande. Había mucha gente allí. Todo era muy poco convencional, con gente sentada en el suelo o tirada en la alfombra que ocupaba el centro de la habitación. Todos estaban bebiendo, fumando y riendo. No pude ver a Marco ni a nadie conocido. La chica que me había presentado dijo que iba a subir.

 

Noté que muchos subían y bajaban algunas escaleras. Me senté en un sofá cerrado por la alfombra central.

Había mucho humo dentro y un olor agradable pero resistente. Por todos lados pude ver a algunas personas pasándose el uno al otro un cigarrillo extraño.

Todos, después de aspirar profundamente una o dos veces, lo pasaron al siguiente, a menudo sin mirar; vì que era  un gesto mecánico, aunque todo el resto parecía tan instantáneo y natural.

Me preguntaba si también me lo aprobarían y qué haría en ese caso.

 

Sin pensar mucho en ello, decidí hacer lo mismo que los demás. No era forma de romper la cadena y no había ninguna razón para hacerlo de manera diferente.

Después de fumar de esa manera voluptuosa y rápida que ya traté de describir, comencé a escuchar música suave y de fondo; También pude escuchar un alegre murmullo de voces que no había escuchado antes.

Empecé a enfocarme a mi alrededor; Pude darme cuenta y apreciar algunos detalles que no había notado antes: los colores del vestido; algunas expresiones divertidas de la cara; extraños movimientos de los cuerpos en la alfombra; sintonía de voces; pero todo de una manera asombrosa, como si todo fuera ralentizado por una cámara.

Sentí que tenía la garganta seca y decidí subir; Esperaba encontrar a mis amigos y algo para beber. Encontré las dos cosas arriba.

“Ven a ver a Erminio”, me dijo Marco después de servir un vaso de cerveza bien frisco.

Fuimos a un cuarto pequeño; había dos literas al costado de la habitación; Me senté en la cama inferior derecha. Delante de mí, vi a Erminio; él me animó riendo y me dio a luz una cosa que fumaba que tenía en sus manos: – Esto es de Natale, ‘¿sabes? ¿Puedes encenderlo, por favor?

Así que lo hice, y se lo pasé directamente después de un golpe rápido.

Entonces me acosté en la cama. Desperté al día siguiente, que era sábado. Solo recuerdo muchas risas y un gran sueño.

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Londres para siempre – 3

london bridge

Trabajar en el sector arriba  de la fábrica significaba una mejora de mi estado de ánimo.

Al menos yo tenía compañía múltiple.

Los chicos Egiptyanos  hacian un club por su cuenta, pero los italianos eran un grupo mas abierto.

Todos eran amables y agradables, aunque fuera de la fábrica cadauno de Ellos tenia  diferentes conocidos por su cuenta.

Había realmente algunos personajes especiales entre ellos.

Arturo, por ejemplo, parecía como si estuviera loco. Y en realidad lo era.

Alguien me dijo que había tomado demasiada cantidad de ácido lisérgico (nunca supe si había sido una píldora equivocada o había tomado demasiadas pastillas en el tiempo de uso, lo que lo desconectó para siempre).

Sin embargo, trabajaba muy disciplinado. Era una especie de trabajador stakanovista, porque parecía que su mente solo podía ver el trabajo, sin ninguna distracción. Solo que parecía fuera de contexto, a excepción de las conexiones estrictas en la cadena de producción.

– “Trolley” – solía gritar muy a menudo, mostrando que necesitaba más pizzas para entrar al horno.

Era un hombre delgado y enérgico con ojos alucinados, casi fuera de sus órbitas. Llevaba un largo pendiente colgante  que había extendido su lóbulo derecho; tenía dientes pequeños con manchas ahumadas que mostraba todo el tiempo en una sonrisa extraña, casi tonta. Nunca lo escuché pronunciar un discurso significativo aunque seguía siendo agradable y jovial con todos los que le hablavan. Parecía feliz, pero de ese tipo de felicidad producida por el vacío de su mente.

También Natale era un chico amable, pero de una manera diferente. Aunque estaba  fumado todo el tiempo, nunca dejó de razonar y era muy brillante y enfático en las conversaciones. Al igual que Arturo, tenía diferentes conocidos fuera de la fábrica. Tenía dos grandes amores: motos y humo. Lo han llevado hasta el final demasiado pronto.

Erminio y Marco en cambio eran muy buenos amigos. Los dos eran de Roma, sin embargo, como descubrí a continuación, se conocieron en Londres y se presentaron como personajes muy diferentes. Marco era una figura alta y encorvada, con dulces ojos marrones y modales muy tranquilos; Erminio era un hombre bajo y silencioso, pero fuerte y bien proporcionado; tenía una mirada inteligente y rápida en los ojos; demostró ser un buen pícaro más adelante.

Franco fue el tercer buen amigo italiano de ellos. Él era de Génova o puede ser de algún otro lugar en Liguria. Fue él quien me dijo, más tarde, cuando nos hicimos buenos amigos, que habían pensado que me estaba escapando de alguien o algo, ya que tenía esa barba larga y gruesa y no hablaba con nadie excepto el viejo Jim abajo.

Marco fue el primero que se acercó a mí, unos dias después de subir al piso de la fábrica.

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Cantos de los abuelos -3

tzia gratzietta araxi

Todavia veo en mis ojos mi abuela sentarse en el patio en las tardes veranas  cuando, con otras negras viudas,  hasta noche,  se contaban historias antiguas de hadas  encantadas, de brujas malvadas, de cabritas magicas, de tumbas gigantes. Todo un mundo que  guardo todavia en mis recuerdos mas queridos y compare en mi suenos junto a ti. Esos cuentos eran Sardos pero oy suenan como un eco Castellano.